venerdì 1 giugno 2012

Intervallo

Non è ancor detto, ma forse questa volta ci siamo.
Parlo del mio prossimo libro, in uscita a settembre.
In questi giorni mi dedicherò alla revisione e il blog starà fermo per un po'.

mercoledì 30 maggio 2012

Vampirismo

Una notizia che non ha avuto nessuna risonanza nei media è che il governo di Monti ha liquidato due miliardi e mezzo di titoli derivati del Tesoro alla banca Morgan Stanley. Per pura coincidenza vicepresidente di tale banca è Giovanni Monti, il quale (sempre in maniera del tutto fortuita) è figlio del suddetto Mario.
Ciò avveniva qualche tempo fa. Adesso uno potrebbe pensare che, nell'emergenza terremoto, il governo si riprenda quei soldi e li usi per finanziare la ricostruzione.
Chi avrebbe qualcosa da obiettare? Nessuno, se non forse la stessa Morgan Stanley; ma Monti padre potrebbe prendere in disparte Monti figlio e fargli un bel discorsetto sull'austerità, i sacrifici, il senso di responsabilità e compagnia bella. Se vanno bene per il resto degli italiani andranno bene anche per lui.
E invece no.
Monti padre finanzierà la ricostruzione aumentando ancora una volta le tasse.
In pratica, andando a frugare anche nelle tasche dei terremotati stessi.
Così imparano a intralciare la ripresa!

giovedì 24 maggio 2012

1483.21

Ci sono un paio di domande che, in varia forma, mi pongono spesso e alle quali desidero adesso rispondere pubblicamente.
Domanda numero uno.
Ma come, tu che insegni inglese non fai mai un corso di aggiornamento in Gran Bretagna? (Oppure America, Australia e una volta mi hanno perfino suggerito la Nuova Zelanda).
Domanda numero due.
Ma come, tu che sei anche scrittore non ti compri un I-Pad? (Oppure I-Phone, tablet e smartphone vari).
La risposta sta nel titolo: sono gli euro e i centesimi del mio stipendio. Prima che arrivasse Monti (sempre sia infamato) ammontavano a circa sessanta in più, ma adesso il tecnico ha pensato bene di sanare il bilancio dell'Italia con i miei soldi.
Perciò ecco l'avviso: al prossimo che mi pone le stesse domande sputo in un occhio.
A meno che, ovviamente, non riesca a spiegarmi come fare a mantenere la famiglia, fare un corso di aggiornamento di due settimane negli Stati Uniti e comprarmi un I-Pad con euro 1483 e centesimi 21.

martedì 22 maggio 2012

Condannato ad avere sempre ragione

Lo vado ripetendo da anni e anni.
L'ho scritto nei miei libri e su questo blog.
Spesso mi sono scontrato con lo scetticismo o l'incredulità di colleghi e lettori.
Adesso c'è un libro che, con dovizia di argomentazioni, sostiene una tesi simile alla mia:

l'immiserimento dell'istruzione pubblica italiana degli ultimi decenni non è un evento né casuale né contingente, bensì risponde a una precisa strategia politica, che tende ad avere un popolo bue e ignorante, per poterlo meglio e impunemente soggiogare.

Lo ha scritto Fabrizio Tonello, docente di Scienza dell'Opinione Pubblica all'università di Padova, e si intitola significativamente L'età dell'ignoranza. E' possibile una democrazia senza cultura?


giovedì 17 maggio 2012

Perboni docet

Aver scritto due libri sulla scuola mi ha conferito, mio malgrado e del tutto immeritatamente, una certa autorevolezza in materia di problemi scolastici, per cui accade abbastanza di frequente che mi chiedano pareri sui più svariati argomenti del settore.
Una delle domande più frequenti che mi sento rivolgere è: perché la scuola media non funziona? (La domanda non sottintende certo che scuola elementare e superiore funzionino bene, però sicuramente in maniera migliore della media).
La risposta è clamorosamente semplice.
I ragazzi e le ragazze in età preadolescenziale hanno assolutamente bisogno di regole. E queste regole ( a scuola, per la famiglia è un altro discorso) devono essere poche, chiare e semplici.
In pratica, solamente due.
Uno: se non studi, ti boccio.
Due: se ti comporti male, ti butto fuori.
Allo stato attuale delle cose, le regole in vigore sono le seguenti.
Uno: se non studi, ti promuovo lo stesso.
Due: se ti comporti male, lo tollero.
C'è da stupirsi se poi le cose vanno male?

venerdì 11 maggio 2012

Why?

Il ministero dell'istruzione decide di istituire un'anagrafe del corpo docente.
E qui è necessario aprire subito una prima parentesi, perché già l'idea in sé è strampalata: dal momento che si tratta di persone a cui viene corrisposto uno stipendio, per quanto misero, si presuppone che sia  indispensabile essere già a conoscenza con precisione di chi e di quanti siano costoro, senza necessità di un censimento.
Comunque andiamo avanti.
Per essere censito (ed è obbligatorio), l'insegnante è tenuto a registrarsi su un apposito sito. Per poter accedere a detto sito si deve essere in possesso di una casella di posta elettronica istruzione.it.
Seconda parentesi: tutti noi insegnanti possedevamo fino a due anni fa una casella del genere. Poi fummo obbligati a trasferirci su un'altra piattaforma ministeriale e la casella istruzione.it venne disattivata. Adesso va ricreata ex novo.
Benissimo, procediamo.
Creo la casella, dotandomi di apposita password, e inoltro richiesta.
Nella risposta mi viene fornita una ulteriore password con la quale posso confermare che tale risposta mi è giunta.
Sono ora pronto per il passo successivo, che definire clamoroso è poco.
Munito di documento di identità e tesserino del codice fiscale mi reco nella segreteria della mia scuola, vale a dire nel luogo dove insegno da quattro anni e dove anche i muri mi conoscono, per il procedimento del riconoscimento.
La segretaria è tenuta a mettere nero su bianco che io sono io.
Quasi mi verrebbe da contestare la procedura, in quanto poco sicura poiché non prevede neppure il test del DNA, ma decido di soprassedere e ricevo così un'altra password (e siamo a tre) che mi permetterà finalmente di inserire online...
Cosa?
Ma quello per cui da anni i servizi segreti internazionali si stanno scannando a vicenda, e che ha richiesto misure di sicurezza così massicce e complicate.
Il mio curriculum!
Chi sperava di leggerlo a sbafo è fregato. Rimarrà per sempre secretato negli archivi ministeriali.
Una considerazione e una domanda, per concludere.
Considerazione: è cosa nota che in Italia le teste di cazzo pullulano.
Domanda: perché, però, al ministero dell'istruzione pullulano in misura così massiccia?

lunedì 7 maggio 2012

Superciuck vive ancora

Le rapine a danno dei poveri non le ha certo inventate Monti. Nella scuola in particolare sono di casa da sempre.
I precari sono i poverissimi fra i poveri della scuola ed è ovviamente su di loro che si concentrano i maggiori ladrocini.
Come? Cambiando le regole d'ingaggio ogni cinque minuti.
Di abitudine, ogni ministro che posi il deretano sulla poltrona dell'istruzione decide di modificare le modalità di ingresso in ruolo degli insegnanti. Non perché ce ne sia necessità (le priorità sono ben altre) ma così, tanto per dimostrare che non è meno testa di cazzo dei precedenti.
L'ultima novità nel ramo sono i TFA. Se non siete addetti ai lavori vi risparmio la spiegazione di cosa siano, quello che è importante e grave è che richiedono a coloro che li intraprendono un investimento di parecchie migliaia di euro.
E i pochi che alla fine otterranno l'agognato posto di ruolo si vedranno ricompensare con meno di 1500 euro mensili.
Lo stato lucra quindi milioni di euro ai danni di decine di migliaia di neolaureati, dando poi un misero contentino a una misera parte di loro. Si tratta di un'attività che in altri ambiti prende il nome di associazione per delinquere.
Come stupirsi se poi i laureati fuggono all'estero?